Quando il modello "Compra, Usa e Butta" diventa un problema ambientale.
Ti è mai capitato di avere un mano un pezzo di metallo facente parte di un'attrezzatura comprata da poco, oppure un gioco e dopo poco averlo tra le mani rotto? Non è normale, perchè vuol dire che i tuoi soldi li hai buttati. Poca soddisfazione nell'utilizzo, un'illusoria felicità per aver fatto un affare mentre era solo una truffa.
Dietro a quel pezzo di metallo rotto probabilmente ci sono persone povere sfruttate per produrlo, le stesse si sono ammalate nell'utilizzo di materiale chimico senza protezioni, lavoratori minorenni, zero regole per produrre. utilizzo di materiale tossico.
Scopri assieme a @Environment.it (trovi il profilo su Instagram cliccando sul nome) come rendere le tue spese più consapevoli nei negozi molto economici come Action, Pepco, Cinesi, Temu, Shein... perchè acquistare un oggetto che non trovi da nessuna parte o di cui hai bisogno va bene, ma acquistare per il puro piacere di spendere e stufarti in fretta dell'oggetto è controproducente al tuo portafoglio e all'ambiente.
Il consumo usa-e-getta
Negli ultimi anni sono cresciute moltissimo le catene di negozi e piattaforme che vendono prodotti a prezzi molto bassi: oggetti per la casa, vestiti, decorazioni o accessori.
Il problema non è solo il prezzo, ma il modello di consumo che promuovono: prodotti economici, spesso di qualità limitata, pensati per essere sostituiti rapidamente. Questo porta il cliente a comprare di più, usare meno a lungo e produrre più rifiuti.
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| foto di: Bayram Yalçın |
Perchè è un problema ambientale?
Quando un prodotto costa pochissimo significa che è stato prodotto con materiali economici o poco durevoli, ha una vita utile molto breve e verrà sostituito rapidamente con uno nuovo.
Questo sistema alimenta una cultura del consumo rapido, aumentando la quantità di risorse utilizzate e di rifiuti prodotti.
Un esempio evidente è il settore della moda: il fast fashion è responsabile di circa il 10% delle emissioni globali di CO2 e genera enormi quantità di rifiuti tessili ogni anno.
Facciamo alcuni esempi.
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| foto di: Gonzalo Carlos Novillo Lapeyra |
ACTION
La catena olandese Action è diventata uno dei discount più diffusi in Europa, con milioni di clienti ogni settimana attratti da prodotti molto economici.
Il suo modello si basa su:
- prezzi molto bassi
- assortimento che cambia rapidamente
- forte incentivo all'acquisto impulsivo
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| foto di: Antoni Shkraba |
SHEIN
Shein rappresenta uno degli esempi più estremi di ultra fast fashion (si caratterizza dalla produzione e dal rilascio quotidiano di migliaia di nuovi capi di abbigliamento a bassissimo costo tramite piattaforme di e-commerce): nuovi prodotti vengono lanciati continuamente e venduti a prezzi molto bassi.
Questo modello incentiva acquisti molto frequenti e una moda sempre più veloce, contribuendo alla crescita dei rifiuti tessili e alla sovrapproduzione di capi di abbigliamento.
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| foto di: Mathias Reding |
PRIMARK
Anche marchi come Primark hanno costruito il loro successo su grandi volumi a prezzi accessibili.
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| foto di: BabijaPhoto JB |
Il vero costo degli oggetti economici
- nelle risorse naturali utilizzate (acqua, materia prima,
- nell'energia necessaria per produrlo
- nei rifiuti generati quando viene scartato
In molti casi, comprare meno ma meglio può ridurre sia i costi nel lungo periodo sia l'impatto sull'ambiente.
Aumentare la durata di utilizzo degli oggetti e dei vestiti è una pratica che sembra vecchia, ma è la soluzione per ridurre i consumi nelle proprie tasche e le risorse del pianeta Terra che sono sempre di meno oltre al ridurre ciò che buttiamo finendo nella discarica.
Tra le soluzioni semplici ed efficaci?
- Riparare e rammendare - costa tempo, esperienza, sapienza e pazienza;
- Regalare, vendere online e nei negozi dell'usato - (io preferisco le piattaforme online o regalare) ed acquistare sia oggetti che vestiti già usati...basta un lavaggio per renderli come nuovi.
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| foto di: Andri Wijayanto |
Fonte foto di copertina : pexels.com - Bayram Yalçın







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